E il naufragar… m’era dolce in questo mare digitale

da | 3 Mag 2020 | Sguardi

Alcuni viaggi iniziano solo quando li si inizia a raccontare, mentre altri vanno taciuti perché possano continuare.

Stavo naufragando tranquillo nella rete, in balia del continuo accavallarsi, l’una sull’altra, delle onde dei social network, fra un meme, di cui ero sempre poco convinto, postato sulla mia pagina Facebook, L’intellettuale depresso – creata a caso, in un pomeriggio nel quale la voglia di studiare mi aveva completamente abbandonato -, e un post di Diletta Leotta o di Alessandro Baricco su Instagram… quando, perduta ormai la speranza, un mio amico filosofo e informatico – chi di noi non ha un amico sia filosofo che informatico? – mi trasse in salvo sulla sua nave chiamata Internetto, armata, in barba alla flotta ammiraglia “aranzullica”, alla promulgazione di guide digitali – ed ecologiche; lui ci tiene a questa cosa dell’ecologia.

Dopo avermi tirato a bordo e spiegato come diamine funzioni un sito internet – non ci ho capito molto, sinceramente – quell’uomo navigato e navigante mi rigettò immantinente in mare, ma non prima di avermi fornito questa scialuppa, e non prima, ancora, di avermi insegnato come diavolo si crei un articolo online.

Ora ho una piccola barca, questo sito; la domanda è cosa farmene. Di certo c’è che mi manca la mia pagina, la quale, anche se era poco più di un satirico tronco galleggiante, alla deriva fra gli indistinguibili cavalloni interneterei – questa crasi nemmeno esiste, ancora – di questo immenso oceano digitale, mi dava un non so che di sicurezza.

Ogni tanto mi tuffo, e m’immergo ancora, riassaporando il sapido, e vivo, sapore della deriva,

e ogni tanto, potendo finalmente stendermi comodo, guardo il cielo

in un’altra deriva diversa.

Comunque scherzavo riguardo quella cosa di Instagram,

sono anni che non seguo più Baricco.

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